mercoledì, gennaio 31, 2007

Rieccomi

Rieccomi. Due mesi di assenza per dire di capire sempre meno questo paese. Le dinamiche sociali e politiche sono veramente aliene al mio (nostro) modo di ragionare: faccio veramente fatica a capire come si possa passare da uno stato di quasi guerra civile solo due settimane fa (credo che qualche eco sia giunta pure in Italia) ad una situazione in cui tutto sembra assopito, in attesa della prossima esplosione. E tutto questo senza che i problemi siano stati risolti. Anzi, sembra non siano stati quasi neanche affrontati. Come se le due fazioni che si affrontano, governo ed opposizione, abbiano usato i propri militanti per fare un test. Certo, siamo lontani anni luce dalle proclamazioni di socialismo reale di Chavez, però la tentazione sembra affiori. Ma è difficile rendersene conto.
Eh si, perchè in questo paese ingarbugliato c'è una cosa certa: la manipolazione delle notizie. Voi mi direte: “ma guarda che novità, come se non succedesse da nessun'altra parte del mondo. Smemorato, come se non avessi vissuto nell'italia democristiana forgiata dal tg1, nell'italia da bere craxiana e poi negli anni del berlusconismo.” Avete perfettamente ragione, e non dimentico gli anni della mia formazione. Ma qui la sensazione che si respira è un'altra.
Qui le televisioni e i giornali non sono in mano ad un'unica persona, non sono manipolate e 'velinizzate' dal governo. No, sono semplicemente in mano ai cosiddetti oligarchi, la classe ricca del paese che guarda con astio a Morales e alle sue riforme (alcune decisamente populiste, per la verità). È quasi impossibile farsi un'idea anche solo di quello che succede a pochi isolati da te. Non manca solo un quotidiano come il manifesto, ma persino uno come la repubblica o il corriere. Magari ci fossero il bugiardello o il menzognero.
E si, perchè ad essere scadente non è solo l'attendibilità della notizia, ma anche la tecnica di scrittura degli articoli, spesso incomprensibili e inconcludenti. Spesso senza notizia. Spesso carichi di citazioni anonime (non nel senso di fonti nascoste, ma proprio senza indicazione alcuna). Spesso carichi di astio. Spesso carichi di commenti dello scrivente.
E la cosa non migliora leggendo i pezzi che poi arrivano sui siti internet e sui media italiani. Nel tentativo di essere obiettivi, appaiono sbilanciati nella direzione opposta. Troppo. Risultando faziosi per chi sta qui, per chi faticosamente cerca di comporre il puzzle che dipinga la realtà di questo paese, composta da un miliardo di pezzi, e dove probabilmente ne manca pure qualcuno.
Forse così saranno più comprensibili ai lettori delle testate a cui sono diretti, forse semplicemente più adatti al target. Ma visti da qui fanno schifo uguale agli altri. Mi starò trasformando in un riformista di Nusco? Non temete, non credo.