“Le prima volta che ho giocato a pallalcesto, come si chiamava allora, è stato nel 1938-39, quando ho partecipato in Istria ai campionati interscolastici tra Scuola Magistrale di Parenzo, Liceo classico di Pola e il Liceo Scientifico di Pisino.” - si racconta così il maestro, come tutti i suoi ex alunni di scuola e del minibasket continuano affettuosamente a chiamarlo, Pietro Paliaga, anima per un periodo lunghissimo del Centro Minibasket Italcantieri prima, e Fincantieri poi. Originario di Orsera, si è trasferito a Monfalcone nel secondo dopoguerra, e nella nostra città ha iniziato l'altrettanto lunga carriera di insegnante elementare, svolta soprattutto nella scuola di Panzano. “Il primo Gran Premio Nazionale Mini Basket nasce nel 1969, a cui una squadra di Monfalcone partecipa con i nati nel 1958; in realtà era già attivo nella palestra di via Romana un centro diretto da Elio Luglini, assistito da Ciro Zimolo, e nell'inverno 1964/65 si sono tenuti i primi incontri a Trieste allo stadio Grezar con varie squadre regionali. L'attività coinvolgeva una trentina di bambini, tra cui mio figlio, e avevano a disposizione un solo pallone per tutti. Poi, è arrivata alla Scuola Sauro direttamente dal ministero una coppia di canestri adatti per il minibasket, ma il gruppo di maestri tra cui ricordo Mazzilli, Carrara, e il sottoscritto, i più interessati all'attività fisica dei ragazzi, non sapeva come fare per montarli: chiedemmo allora aiuto agli operai che curavano la manutenzione del Cosulich e iniziammo l'attività in seno alla scuola. Dopotutto, i fioi ga de zogar, de correr e de saltar. Qualche tempo dopo, precisamente nel 1969, fu Franco Zuccolotto a chiedermi di aprire un centro all'interno del circolo Italcantieri: all'inizio si privilegiò l'aspetto agonistico, con sfide contro la Pom. Ricordo la squadra del 1960: ai campionati regionali, che poi abbiamo vinto, non volevano far giocare Rorato, perchè sostenevano che fosse più grande. Quella volta esisteva un vero e proprio campionato nazionale, per cui dalle fasi comunali si passava a quelle provinciali e poi regionali, interregionali e le migliori otto squadre approdavano alle finali nazionali; poi questa formula è stata sostituita da raduni a livello nazionale, eliminando il troppo agonismo. Negli stessi anni siamo riusciti ad organizzare i primi tornei regionali riservati inizialmente alle selezioni, e poi ai centri minibasket di tutte e quattro le provincie.”
“E ricordo con piacere come la riforma del minibasket, volta a far giocare tutti i bambini, senza preoccuparsi troppo del risultato finale, sia partita proprio da Monfalcone. A cavallo tra la fine dei 70 e i primi anni 80 con Travan e Zimolo abbiamo iniziato a pensare a cambiare le regole per far giocare tutti non più di due tempi: all'inizio la Federazione ci intimò di rispettare il regolamento precedente, ma qualche anno dopo il regolamento cambiò proprio come avevamo proposto noi.
Dopotutto anche a scuola mettevano sulle mie larghe spalle i bambini più problematici, quelli con maggior problemi familiari, e io trattavo tutti nel medesimo modo, perchè per me tutti i bambini sono uguali. E questa filosofia l'ho portata anche nello sport. Il Minibasket è un gioco per divertire e divertirsi; i bambini devono seguire alcune semplici regole di squadra: il rispetto per gli altri, la puntualità. Anche perché, statisticamente, sono pochi i giocatori del minibasket che approdano poi in serie A.”
“E credo di aver combinato qualcosa di buono nei 29 anni in cui sono stato alla guida del Centro Minibasket e nei 20 (dal 1972 al 1991) in cui sono stato responsabile provinciale. In alcuni anni avevamo qualcosa come 200 – 250 iscritti, e complessivamente tra il 1969 e il 1998 hanno praticato il minibasket qualcosa come 4500 bambini. Porto con me tanta soddisfazione perché il lavoro svolto ha dato i suoi frutti e perché molti bambini di allora si ricordano del maestro Paliaga, che, dal canto suo, ha sempre cercato di fare del proprio meglio.”
E la sua eredità si misura nel lavoro svolto in palestra dagli istruttori monfalconesi, cresciuti con lui, e soprattutto nel sorriso degli oltre trecento bambini che quotidianamente riempiono le palestre di Monfalcone, Ronchi e Staranzano indossando le divise della Falconstar, Abf, Fincantieri, Staranzano e Acli Ronchi.
Corrado Scropetta