mercoledì, ottobre 11, 2006

BUM BUM BUM

BUM. BUM. BUM. Sono le tre del pomeriggio di martedi 10 ottobre 2006,
mas o meno, e tre botti di dinamite risuonano sordi in rapida
successione. È il segnale che i minatori sono calati da El Alto, anzi da
Oruro, come annunciato fin da ieri. A protestare, a manifestare, a farsi
sentire dopo il massacro di venerdì sei ottobre a Huanuni: 16 morti,
secondo i giornali. Un massacro differente: non è stato l'esercito a
sparare, come sotto la presidenza di Goni. E neanche la polizia o
qualche corpo speciale. Anzi, le forze dell'ordine se ne erano andate
proprio uno o due giorni prima, quasi a lasciare il campo libero. Si è
trattato dell'ennesimo scontro della disperazione, da un lato chi non ha
nulla, dall'altro chi ha pochissimo di più, tutti a confrontarsi e a
massacrarsi (si parla di almeno un'ottantina di feriti) dopo mesi di
trattative infruttuose. Da un lato i minatori cooperativisti,
sopravvissuti alla dissoluzione della Compagnia mineraria Boliviana
(COMIBOL), avvenuta nel 1985 con la legge numero 21060, dall'altro i
salariati. I primi, riuniti in cooperative, hanno la possibilità di
esplorare nuovi terreni, coltivare nuove miniere e vecchi giacimenti
sperando di diventare ricchi, ma più realisticamente riuscendo a
malapena a mettere insieme il denaro sufficiente a non morire d'inedia.
I secondi, invece, assunti dalle cooperative, per esplorare nuovi
terreni, coltivare nuove miniere e vecchi giacimenti sperando di
diventare ricchi, ma più realisticamente riuscendo a malapena a mettere
insieme il denaro sufficiente a non morire d'inedia. E tra i primi,
circa 6.000 sono un po' più fortunati, e sono di fatto i proprietari
della cooperativa. Gli altri, circa 60.000, no. Ad accomunare i
cooperativisti meno fortunati e i salariati le condizioni di lavoro:
l'ingresso dei pozzi si trova molto sopra i 4000 metri, dove ogni
singolo respiro ti strappa qualche pezzo di polmone, in zone desertiche,
senza possibilità di provare a fare nient'altro che scavare. A
differenziarli il salario. Ad accumunarli la speranza di migliorare la
propria condizione. Mentre i giacimenti migliori e più ricchi sono nelle
mani delle transnazionali, regalati per qualche dollaro e tante promesse
di investimenti al tempo delle privatizzazioni ordinate dal Fondo
Mondiale Internazionale dietro suggerimento degli onnipresenti Chicago
Boys.

Huanuni è lontana da La Paz, ma improvvisamente quello che è successo li
si è sentito qui, e non solo per la dinamite sparata nelle strade. Un
ministro è stato licenziato, la parte reazionaria del paese si frega le
mani perché la base popolare che ha appoggiato Evo Morales gli si sta
rivoltando contro. Si, i minatori sono in difficoltà. A El Alto non si
passa: è tutto un bloqueo. Ieri a cena amici ci raccontavano di taxisti
malmenati per aver provato a sfidare il bloqueo. Si, perché i minatori
non sono gli unici. I conducenti di micro e mini hanno paralizzato La
Paz, e nessuno può muoversi sui mezzi di trasporto “pubblici” della
città: si lamentano del cambio dei sensi unici (ne hanno cambiato un
numero impressionante, da un giorno all'altro), della minacciata
creazione di un sistema di trasporto pubblico meno selvaggio e di chissà
cos'altro. Per tutta la settimana a La Paz non ci si muove, anzi i
boliviani consigliano di fare scorta di viveri, perché non si sa mai.
Anche se a guardare dalla finestra la vita scorre normale, la gente
continua a muoversi con la consueta lentezza irritante per le nostre
gambe lunghe da gringo. E in effetti dall'ambasciata italiana dicono che
non c'è da preoccuparsi. Alcuni negozi tengono le serrande pronte ad
abbassarsi, in caso di disordini, ma finora è tutto tranquillo. L'unica
differenza percepibile, a parte la dinamite esplosa un po' più di
frequente del solito, è rappresentata dal senso unico sotto casa: quando
il Prado, la via dello struscio, è bloqueado, magicamente si trasforma
in strada a doppio senso di circolazione, e allora bisogna stare attenti
a non venire investiti.

La base popolare del MAS, il Movimento al socialismo: minatori e
conducenti di mezzi. Che poi, a ben vedere, sono la stessa classe
sociale. Quando hanno chiuso la COMIBOL 20.000 minatori sono finiti in
strada, lasciando i paesini della zona di Oruro, diventati ormai paesi
fantasma: ritirata la liquidazione, hanno investito tutto nell'acquisto
di un mezzo, nel pagamento di un pizzo alla mafia dei trasporti e si
sono convertiti in autisti. Gli altri in cocaleros.

E quando vai in giro per la città, per capire cosa succede, ti rendi
conto che la macchina fotografica non ti porteggerà. Il tuo essere 20-30
centimetri più alto della gente che ti circonda, il tuo essere biondoe
bianco sono atti d'accusa. Anche se sei qui a costruire, non sei diverso
da quel Cristoforo Colombo che ti guarda dalla prima pagina di un
settimanale, con lo sguardo di chi viene accusato di occupazione,
genocidio e sfruttamento. Durati quinientos catorse anni. E ti penti di
non esserti ancora procurato una tessera stampa falsa, e un giubbotto
con sopra scritto PRESS o PRENSA a caratteri cubitali. Anche se in
realtà non ti guarda nessuno, ti sentiresti più protetto. La città è
calma, in attesa. La quiete prima della tempesta? Dov'è la cavallina
storna? In realtà la giornata trascorre liscia.

Coincidenza. Tre giorni fa, 39 anni fa, moriva il mito che si trova
appeso sotto forma di poster in molte camere di adolescenti e ragazzi, e
su molte magliette, murales, spille in ogni angolo del pianeta. Qualche
convegno, poche celebrazioni nonostante sia uno dei simboli ufficiali
dell'iconografia del MAS, del partito del presidente. Anzi, sul giornale
di ieri, su quello della destra, beninteso, era riportata in prima
pagina la fotonotizia delle celebrazioni dell'anniversario. Solo che era
il reggimento che lo ha catturato che ricordava i propri caduti durante
la guerriglia del 1967, guidata da stranieri in contrasto con gli
interessi nazionali della Bolivia.

Non serve, credo, specificare che sto parlando di un medico argentino,
conosciuto per l'inflessione “che” che utilizzava in ogni frase. E la
coincidenza vuole che proprio in questo anniversario così carico di
simboli il paese sia attraversato da un conflitto sociale forte.

Coincidenza. Tra due giorni il portatore di Cristo conteso tra genovesi
e spagnoli, ha scoperto Lamerica.