mercoledì, ottobre 25, 2006

senza titolo

ahia che serata.
iniziata a pranzo, con la proposta di coccolarci un po' a cena con il
cibo. Pasticcio di verdure e gubana. La motivazione? niente in
particolare, semplicemente un po' di tensione lavorativa che va
affrontata prima di incrinare i rapporti...e quindi, via con il cibo,
nella più classica delle compensazioni emotive. e per fortuna che non si
trova cioccolata buona, anche se mi riprometto di andare ad indagare in
un negozietto sulla avenida de las americas che promette mooooolto bene.
invitiamo anna e viviana, cui dedicherò presto una mail, ma arriva solo
la prima...
il pasticcio viene divorato dalle nostre boccucce dorate ad una velocità
prossima a quella della luce: broccoli, peperoni, melanzane, porro e
patate. tra fame e discreta qualità ci sembra di aver pasteggiato da
Vissani.
Dopodichè, nonostante una sola bottiglia di vino tinto in quattro, la
serata decolla. L'argomento, in un appartamento di minoranze etniche
come il nostro (una furlana, un mamolo e un istro-sloven-bisiaco), è di
quelli delicati: minoranze linguistiche, tutela della 'marilenghe' e
Movimento Friul. Un mix capace di uccidere Chuck Norris, Bruce Lee,
Rambo e Marcelo Wallace in un colpo solo. Immaginate due binari che
corrono paralleli nella steppa centroasiatica, dimenticando le
convergenze parallele di Moro. Due opinioni e due approcci diversi al
friulano, con l'istro-sloven-bisiaco a difendere a spada tratta i
diritti di chiunque a parlare e ad usare e a trovare a scuola la propria
lingua. E sapete bene quanto sia difficile smuovermi dalle mie
convinzioni profonde. Al contempo il mamolo, trapiantato in friuli, a
difendere l'idea che la legge regionale è sbagliata. In pratica, le
posizioni di partenza non erano troppo diverse, quelle di arrivo a
distanze siderali. due testardi che cozzano uno contro l'altro, come due
treni lanciati.
E corre corre corre corre sempre più forte
e corre corre corre corre verso la morte
e niente ormai può trattenere l'immensa forza distruttrice
aspetta sol lo schianto e poi che giunga il manto
della grande consolatrice.
E poi a salutare alessandro, che se ne parte dalla bolivia lasciando qui
più di un pezzo di cuore.
tutta la comunità italiana riunita a salutarlo. e i temi, alla fine sono
sempre quelli neutri. dopotutto siamo una tribù di estranei accumunati
dalla lingua e dalla ricerca di cose comuni da raccontarsi.
Così Lorenzo tampina qualche donna, senza convinzione, solo per
mantenere il suo ruolo di sciupafemmine. Andrea deve essere al centro
dell'attenzione, rubando la scena agli altri, per rivendicare il proprio
ruolo di grande vecchio ma super giovane (ricorda qualcuno?).
e poi gli altri, a parlare di cazzate.
soprattutto il padovano Ivano, che coinvolge tutti i superstiti, sono
quasi le due, in un delirante discorso che parte da cuba, tocca
abatantuono e mediterraneo, passa per puerto escondido (quello vero, non
il film), per approdare al titicaca e da li con un doppio carpiato che
sfrutta il batiscafo 'Trieste' di jacques custeau, chiude la serata
sparando sentenze sul miracolo nord-est e sulle ore lavorate al giorno
per ottenere i profitti della ex locomotiva d'italia. uno sproloquio.
Per fortuna che il taxi arriva presto, e possiamo salutare.
e domani a calamarca, per tres dias.
sveglia tra quattro orette, ma adesso il sonno tarda ad arrivare e le
mani scorrono veloci sulla tastiera, troppo veloci, tanto da incrociarsi
sui tasti. non ho molto da dirvi delle ultime settimane, passate tra un
raffreddore e l'impossibilità, per vari motivi, ad uscire dalla
capitale.
Poche cose viste, poco fatto, ma comunque alcune osservazioni che vi
racconterò in altre occasioni. Qui tutto sembra curioso e da raccontare,
però prima devo assimilarlo e meditarci un po' su. Sappiate, però, che
alcune cose sono uguali dappertutto.
In allegato, spero che non sia troppo pesante vi mando una foto. trovate
l'elemento interessante, e raccontatemi la vostra impressione!
che dirvi di più? che sto bene, che il lavoro di 'agente segreto'
procede, e che mi scuso della mia assenza, ma il lavoro di ufficio mi
prosciuga la vis scrittoria: passare troppe ore davanti ad un computer
mi lascia vuoto.
volete sapere di più di me? scrivete, chiedete, preguntate!
un saluto a todos, e hasta luego, companeros!

la foto... http://www.flickr.com/photos/scropy/278909505/